Da allora Francesco Hong ha intrapreso una fulminea carriera che lo ha portato al Teatro Comunale di Bologna per Il trovatore (Manrico); diretto da Daniel Oren al Verdi di Trieste, alla Israeli Philharmonic Orchestra di Tel Aviv e a Bari, nella stagione del Teatro Petruzzelli, in Rigoletto, Requiem di Verdi, Turandot, Butterfly e Bohème. Nel contempo si esibisce alla Konzerthaus di Vienna nella Wally di Catalani, al Carlo Felice di Genova nella Prima sinfonia di Skrjabin e a Palermo nella Turandot. Dopo aver concluso con un lusinghiero successo personale il ciclo di recite di Trovatore nel Circuito Lirico Lombardo, ha partecipato al Rigoletto con Renato Bruson al Teatro Verdi di Trieste, nuovamente sotto la bacchetta Daniel Oren, in uno spettacolo che ha previsto anche una circuitazione regionale a Pordenone, Udine e Gorizia.
Nel gennaio 2007 ha preso parte alla produzione di Tosca alla Frankfurt Opera, dove è tornato nel giugno 2008 per Don Carlo. Molto richiesto da tutti i più importanti teatri, tra i ruoli che ha affrontato con grande successo in Italia ricordiamo Alvaro ne La forza del destino al Teatro Carlo Felice di Genova sotto la direzione di Daniel Oren. Ha successivamente debuttato al Teatro Real de Madrid con Il trovatore, ha tenuto diversi galà in Germania tra cui alla Alte Oper di Francoforte e a Wiesbaden, ha rivestito i panni di Calaf a Tenerife, ha debuttato al Maggio Musicale Fiorentino con La forza del destino sotto la direzione di Zubin Mehta; ha debuttato Norma al Teatro Massimo di Palermo e si è esibito in Rigoletto a Piacenza e Modena (con Leo Nucci), ne Il trovatore al Teatro Bellini di Catania e ancora al Teatro Real di Madrid per Un ballo in maschera. Negli ultimi tempi è stato impegnato in Turandot a Torre del Lago, Rovigo Bolzano, Livorno, Valencia - per la direzione di Lorin Maazel - al Festival di Savonlinna (Finlandia) e come debutto all'Arena di Verona. Nel gennaio 2009 Francesco Hong ha debuttato con grande successo al Teatro alla Scala di Milano in Don Carlo diretto da Daniele Gatti mentre nel febbraio 2009 ha debuttato negli Stati Uniti a Philadelphia in Turandot sotto la direzione di Maurizio Barbacini.
Ha sostenuto la parte di Pollione a Bilbao per l'apertura della stagione 2009/10 ed è stato protagonista dell'inaugurazione a Trieste della stagione 2009/10 con Il trovatore (diretto da Maurizio Barbacini). A fine 2009 ha fatto il suo debutto alla Staatsoper di Vienna con La forza del destino. Ha recentemente cantato a Guangzhou (Cina) in Turandot, diretta da Lorin Maazel,e in seguito Norma aMadrid. Prossimamente ancora Norma a Copenaghen e Stoccolma, in recital a Fanø e galà a Odense e in Germania e nel 2011 Turandot a Las Palmas e Aida a Santiago del Cile.
dicono di lui:
Giuseppe Pennisi (Il Tempo)
La vera scoperta di queste ultime stagioni è il coreano, ormai, italianizzato, Francesco Hong, il cui Calaf in Turandot di Giacomo Puccini ed il cui Manrico ne Il Trovatore di Giuseppe Verdi ricordano «Big Luciano»....
Patrikpen
Torre del Lago, Turandot di Giacomo Puccini, venerdì 18 luglio 2008
TURANDOT RIMIRA IL LAGO
La presenza di Francesco Hong nel ruolo di Calaf conferma come il tenore coreano sia non solo la grande scoperta vocale di questa stagione ma uno dei pochi in grado di affrontare ruoli da tenore lirico spinto del repertorio italiano a cavallo tra Ottocento e Novecento; inoltre, il suo volume sfida le difficoltà acustiche del luogo e la sua dizione in italiano fa sì che in ciascun ordine di posti si possa comprendere ogni parola del suo canto.
La recensione di Ilaria Bellini
Torre del Lago, Nuovo Teatro all'aperto, Turandot di Giacomo Puccini
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SLOW - TURANDOT
Francesco Hong dona a Calaf voce sicura di timbro seducente e convince per la ricerca espressiva, l’attenzione al fraseggio e a scandire le parole. Tutto interiore il “Nessun dorma”, ispirato e intenso, lontano dalla vuota esibizione di forza da teatro all’aperto.
La recensione di Mirko Bertolini
Rovigo, teatro Sociale, Turandot di Giacomo Puccini
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TURANDOT AL CIRCO
Un discreto cast ha reso il tutto molto gradevole. Spiccava tra tutti il Calaf di Francesco Hong, coreano da qualche anno in Italia, che ha risaltato per la bella e veramente possente voce e per avere migliorato notevolmente la propria pronuncia dell’italiano; il suo nessun dorma ha mandato letteralmente in delirio il pubblico rodigino: la voce è pulita e gli acuti degni dei grandi nomi della lirica
Steve Cohen
Philadelphia – Turandot – Feb. 2009
A LITTLE MORE LIGHT ON THE SUBJECT
When a show’s big hit tune is sung well, it can almost make the whole evening worthwhile.
Such was the case when tenor Francesco Hong, in his American debut, crooned Nessun dorma, surely one of the most familiar of all operatic arias, in the last act of Turandot, the Opera Company of Philadelphia’s current production.
Hong is a South Korean with Italian opera house experience. He looks like Italian tenors of yesteryear: short and round-faced. Fortunately, he sounds like the best of that breed. Hong possesses a sweet voice that smoothly rises to ringing high notes. Because of his singing and his pleasant stage manner, it was easy to sympathize with his character, Calaf, who is obsessed with wooing and winning the love of the ice princess who has beheaded all of her previous suitors.
Unfortunately, the stage was in near darkness for Hong’s big moment– and for too much of the rest of the opera.
Anybody have a spare moon?
True, the scene for “Nessun dorma (None shall sleep)” takes place at night. But right after Hong’s aria, three other characters entered— and they were well lit. Surely a spotlight representing the moon could have illuminated Hong during the opera’s biggest moment.
Kenneth
Philadelphia – Turandot - 21 February 2009
THE TITLE SHOULD READ, "THE GRANDEST TURANDOT" OF THEM ALL
We now come to the three debutants. …… Then, he moves aside for a man born to be Calaf, tenor Francesco Hong. Here is the culmination of Puccini’s grandest tenor role, sung by the likes of Corelli, Bjorling and Pavarotti (who took “Nessun Dorma” to Number 3 on the pop charts in 1990). Mr. Hong IS Calaf, in voice, bearing and presence. Everything he does say Calaf, every move he makes is Calaf, every note he gloriously sings is Calaf. His “Nessun Dorma” must be seen and heard to be believed, his final notes held for an eternity with a voice so strong and clear Puccini, Alfano and Toscanini could be heard shouting their “Bravos!” Maestro Barbacini has the excellent sense not to play through from this time honored aria but stop with the grand chord usually heard at recitals only. Friday’s audience may still be shouting their acclaim and asking for encores.
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